Nell’era del web 2.0 la carta stampata è ancora vincente

Gli italiani e gli e-book

Nel 2016 quasi 4,2 milioni di persone hanno dichiarato di aver letto anche un solo e-book negli ultimi 3 mesi, in leggero calo rispetto ai 4,7 milioni del 2015: il 7,3% della popolazione con più di 6 anni, contro il 2,3% del 2011. Dopo i primi anni di forte crescita, la lettura di e-book presenta segnali di rallentamento. Il 37% dei lettori compone mix diversi di carta ed e-book (erano il 28% nel 2015); solo l’1% dichiara di leggere libri esclusivamente in formato e-book (altri istituti di ricerca indicano un 3% di lettori che scelgono “prevalentemente e-book”, non escludendo l’occasionale libro cartaceo). Il mondo tecnologico nel complesso non si oppone a quello editoriale, ma sembra avere la potenzialità di alimentarlo, offrendo sempre più occasioni, contenuti, canali e supporti per alimentare la curiosità delle persone e l’interesse verso i contenuti. (Fonte: AIE, Osservatorio sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale, 2017)

carta stampata nell'era del web 2.0

Quando e per cosa le persone preferiscono la carta? Una panoramica sui dati di mercato e sulle ricerche in corso

Scribacchiare ai margini, sottolineare le frasi interessanti, piegare un angolo della pagina per tenere il segno… ci sono emozioni che solo la carta stampata può trasmettere. No, non è una questione di rituali dei tempi passati: anche i nativi digitali spesso preferiscono la carta. Numerosi studi degli ultimi anni lo hanno dimostrato.

La prima scelta per lo studio

Usano il computer, sono iscritti a Facebook, hanno sempre lo smartphone in mano. Eppure per preparare gli esami preferiscono ancora stampare su carta i capitoli da studiare. Gli universitari hanno introdotto il digitale nella loro vita quotidiana ma non ancora pienamente nel campo della formazione.
La carta infatti rimane la soluzione più amata soprattutto dietro ai banchi di scuola. Secondo uno studio pilota della University of Washington sui libri di testo digitali, un quarto degli studenti preferisce ancora la versione stampata.
In Italia l’Associazione italiana editori (Aie) nell’indagine “Il futuro è nei libri che leggi. Editori e tecnologie per lo studio universitario” (in collaborazione con il Consiglio universitario nazionale, la Conferenza dei rettori e l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha interpellato oltre millecinquecento studenti, dai 18 ai 30 anni. Emerge che gli esami si preparano soprattutto attraverso il manuale tradizionale e su appunti di carta (il 95 e l’89%, rispettivamente). In molti casi, comunque, gli studenti si servono al contempo di dispense digitali o slide ideate dal professore (il 78%), di approfondimenti trovati in Rete (68), di ebook (50) e di materiali aggiuntivi forniti dagli editori su Internet (45). Pur ammettendo, nell’81% dei casi, che preferiscono stampare i pdf dei contenuti da studiare.

Lettura cartacea VS digitale

Naomi S. Baron, linguista alla American University, nel 2015 ha pubblicato “Parole sullo schermo: il destino della lettura in un mondo digitale (Words Onscreen: The Fate of Reading in a Digital World)”. In anni di ricerca, Baron ha chiesto agli studenti cosa piacesse loro meno del leggere su carta. La stragrande maggioranza ha dichiarato di preferire il libro cartaceo a quello digitale, sia per le letture scolastiche che per quelle di piacere.
L’autrice spiega perché la versione cartacea di un testo è spesso migliore di quella digitale. Per esempio, quando si legge su schermo si tende a scorrere rapidamente le parole e la distrazione è inevitabile, a spese della comprensione del testo.
Baron si concentra anche sui cambiamenti che il digitale sta apportando alla lettura. Come lo spazio: sebbene ereader e ebook permettano di sottolineare, evidenziare e aggiungere commenti di testo, il contatto tra la mano e il libro non è più diretto ma mediato. Un grande cambiamento riguarda poi la nostra memoria: la concretezza materiale del libro cartaceo ci aiuta a ricordare cosa stiamo leggendo perché lo possiamo associare con una sua parte fisica, per esempio l’inizio o la fine o un punto specifico della pagina, e perché scorrendo le pagine possiamo cercare connessioni.

Memoria e ragionamento passano dalla carta

Schizzi, scarabocchi, bozze: prendere appunti con carta e penna, come si faceva una volta, dà al cervello umano una marcia in più, aiutando la memoria, la capacità di analisi e il ragionamento. A sostenerlo è uno studio condotto dall’Università di Princeton, pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science, secondo cui, chi scrive a mano, tiene allenata la mente molto di più rispetto a chi si è totalmente convertito al digitale. La psicologa Pam Mueller e il suo staff hanno infatti condotto dei test su due gruppi di studenti: gli uni “costretti” a prendere gli appunti di una lezione in maniera tradizionale, gli altri con un laptop. Al termine dell’esercizio, i primi riuscivano a scrivere meno cose ma, selezionandole bene, avevano isolato i dati più importanti; inoltre riuscivano a effettuare collegamenti tra gli argomenti della lezione, ottenendo risultati migliori nel caso di domande che richiedevano un ragionamento.

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