I cartellonisti della Collezione Salce

Nando Salce,
collezionista ragioniere

Ferdinando Salce, detto Nando, nacque a Treviso il 22 marzo 1878. Si diplomò in ragioneria per volere del padre, che pensava a lui quale contabile per l'azienda di tessuti di cui era proprietario. All'impresa di famiglia Nado preferì ben presto la sua passione per il collezionismo, che condivise con la moglie Regina (Gina) Gregorj.

La coppia si dedicò alla raccolta di diversi oggetti (tappi di bottiglia, scatole di fiammiferi, menù speciali) ma la collezione più importante fu quella delle affiches. Nel dicembre 1895, con l'acquisto di "contrabbando" dall'attacchino comunale, al prezzo di una lira, del manifesto della Società Anonima Incandescenza a Gas brevetto Auer di Giovanni Maria Mataloni, iniziò la sua passione per i manifesti pubblicitari.

Dal 1898 Salce intrattiene una fitta corrispondenza, che prosegue ininterrotta fino ai suoi ultimi anni di vita, con editori e tipografi specializzati nel ramo pubblicitario in tutta Europa, con le ditte e le aziende committenti, con gli stessi cartellonisti (ammiratore da sempre di Mataloni, commissionò all'artista la sua carta intestata), con gallerie specializzate (Sagot di Parigi).

Nel suo testamento Salce ha lasciato la sua immensa collezione allo Stato, con la clausola che serva “in scuole e accademie preferibilmente locali o del Veneto, a studio e conoscenza di studenti, praticanti e amatori delle arti grafiche”.

La Belle Epoque torna a Treviso fino al 24 settembre

Un motivo in più per recarsi a Treviso, una città bellissima che oltre a regalare momenti magici a chi ama camminare senza fretta seguendo i corsi d’acqua, sui ciottoli consumati dal tempo e dalla storia, è quello di visitare il Museo Nazionale Collezione Salce dedicato alla grafica pubblicitaria.

‘Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla collezione Salce’: questo è il titolo dell’evento, organizzato in tre mostre espositive dal 27 maggio al 24 settembre 2017, in cui saranno presentati, in rotazione, circa 300 capolavori che il collezionista trevigiano raccolse tra la fine dell’800 e gli anni ’60 del Novecento.
La prima esposizione è la Belle Epoque, con uno straordinario repertorio delle arti grafiche e con documenti importantissimi che testimoniano l’evoluzione della società, delle mode e dei costumi dell’age d’or di un’epoca, che va tra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Più che manifesti promozionali, veri e propri capolavori artistici, un tempo attaccati sui muri di ogni angolo della città, con immagini straordinarie che riportano alla fascinazione di città illuminate dalle prime luci elettriche e dalla moda del varietà dei Cafè chantant, profumati dall’assenzio e dallo champagne.

Per motivi di conservazione, l’accesso diretto al grande deposito che conserva tutti i manifesti della collezione Salce, il cui numero esatto è pari a 24.580 pezzi, sarà limitato agli studiosi, tuttavia è comunque consultabile sul sito collezionesalce.beniculturali.it .
I manifesti in mostra andranno poi a riposare nei depositi dando il cambio a quelli dedicati al periodo tra le due guerre e a quelli dedicati al nostro cinema. I cartelloni sono esposti secondo rigidi criteri e cioè in ambienti a luce bassa e a temperatura rigorosamente costante e per un periodo mai più lungo di quattro mesi, per evitare il deterioramento della fragilissima carta povera su cui sono stampati.

Quella raccontata da Salce in questa prima sezione è un’epoca che trasmetteva un’indiscutibile gioia di vivere e una speranza per il futuro. Un mondo in divenire, ben interpretato dai manifesti grafici delle ballerine di Toulouse Lautrec e di Leonetto Cappiello, dalle ricercate bellezze di Alfonse Mucha e dalle grafiche di Giovanni Maria Mataloni, il cui celebre manifesto Incandescenza Auer, fu il primissimo acquisto del giovane Nando. La Belle Epoque, si può definire anche l’età d’oro del cartellonismo pubblicitario: i suoi manifesti ricchi di colori e di decorazioni, sono ancora capaci di affascinare farci sognare. È dunque un periodo storico di grande fermento artistico e culturale, quello che vede la nascita dell’Art Nouveau, dello stile floreale o stile Liberty e dei maestri dell’Impressionismo, e di cui questa collezione riassume con completezza l’aspetto artistico-pubblicitario. Anni felici e indimenticati, di cui Nando Salce può essere considerato il principale testimone.

Fino al 24 settembre, a Treviso, Via Carlo Alberto, 31
Il Museo è aperto nei giorni da giovedì a domenica (dalle 10 alle 18 e fino alle 21 di venerdì). Ingresso 6 €; gratuito la prima domenica di ogni mese. Sito web

 

La collezione, digitalizzata dal Ministero dei Beni Culturali, è qui

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